Il nostro cammino
Una storia costruita sull’ascolto
Il Centro di Ascolto e Orientamento Psicoanalitico nasce a Pistoia il 19 giugno 1990 come associazione culturale senza fini di lucro. A costituirlo sono Alessandro Guidi, Gloria Bartoletti, Cristina Fanciullacci, Paola Misuri e Manola Gioffredi. La sede viene stabilita fin dall’origine in via della Rosa 5, luogo che negli anni diventerà uno spazio di formazione, ricerca, incontro e ascolto aperto alla città.
Il primo Consiglio direttivo affida la presidenza ad Alessandro Guidi, la vicepresidenza a Gloria Bartoletti e la tesoreria a Cristina Fanciullacci. Questa struttura originaria rivela già la natura del Centro: non soltanto un’associazione raccolta intorno alla figura di uno psicoanalista, ma un progetto condiviso, destinato a crescere attraverso il lavoro di molte persone.
Lo Statuto individua come finalità la promozione, la circolazione e la diffusione della cultura, della teoria e della clinica psicoanalitica. Prevede seminari, corsi, gruppi di lavoro, convegni, conferenze, dibattiti e attività editoriali, insieme a incontri con esperti capaci di favorire l’ascolto clinico dei problemi posti dall’intreccio tra dimensione psichica e dimensione somatica.
In queste indicazioni è già contenuta la storia successiva del Centro: rendere la psicoanalisi una pratica viva, capace di uscire dallo studio privato e di entrare nei luoghi della formazione, dell’educazione, dell’assistenza, della cultura e della vita quotidiana.
1990
Nasce a Pistoia il Centro di Ascolto e Orientamento Psicoanalitico, fondato da Alessandro Guidi, Gloria Bartoletti, Cristina Fanciullacci, Paola Misuri e Manola Gioffredi.
1991
Prende forma la scuola di formazione all’ascolto: l’esperienza da cui nascerà il Corso triennale per counselor ad orientamento psicoanalitico.
2002
Il Corso triennale ottiene il riconoscimento della Si.Co., consolidando un percorso formativo rivolto ai professionisti delle relazioni di aiuto.
2009
Il Corso viene accreditato da AssoCounseling. Formazione teorica, tirocinio, laboratori e supervisione si integrano in un unico percorso.
2019
Prende avvio l’ultimo ciclo del Corso triennale. Dopo la pandemia, il percorso non verrà riattivato nella sua forma originaria.
2020
Durante l’emergenza sanitaria il Centro offre un servizio gratuito di ascolto telefonico contro paura, angoscia, isolamento e disorientamento.
2025
Muore il fondatore Alessandro Guidi. La sua eredità passa a Gloria Bartoletti e a una nuova generazione di professionisti dell’ascolto.
OGGI
Il Centro continua in memoriam del dott. Alessandro Guidi con incontri, laboratori e attività culturali affidati a nuove voci dell’ascolto.
Alessandro Guidi e l’etica del desiderio
Per oltre trent’anni il Centro ha trovato nel dott. Alessandro Guidi, psicoanalista e psicoterapeuta di formazione lacaniana, il proprio fondatore, direttore e principale animatore culturale.
Guidi concepiva l’ascolto non come una tecnica neutra né come la semplice applicazione di un metodo, ma come una posizione etica. Ascoltare significava accogliere la parola dell’altro senza ridurla a un’etichetta, a una diagnosi o a una risposta già preparata. Significava anche interrogare la responsabilità del soggetto, il suo desiderio e il modo in cui ciascuno prende parte ai legami che costruisce.
Dal 1990 Guidi ha svolto attività di formazione all’ascolto, inizialmente attraverso un corso annuale e successivamente nel Corso triennale per counselor. Accanto alla pratica clinica ha condotto seminari, laboratori, conferenze e convegni dedicati alla psicoanalisi, alla sofferenza contemporanea, alle trasformazioni della famiglia, al corpo, all’arte, alla letteratura, alla religione, alla pedagogia e al legame sociale.
Il suo insegnamento ha mantenuto un riferimento costante a Freud e Jacques Lacan, aprendosi però al confronto con la poesia, il cinema, la pittura e il pensiero di Pier Paolo Pasolini. Titoli come I resti del corpo, L’infanzia negata, La gioia psicoanalitica, La paura di desiderare, I sette peccati capitali, I nomi del Padre, L’inconscio straniero e Lacan nella cultura contemporanea testimoniano un percorso che non separava la teoria dalla vita.
La scomparsa di Alessandro Guidi, avvenuta il 7 marzo 2025, ha segnato una cesura dolorosa. Il Centro continua oggi a operare in memoriam del dott. Alessandro Guidi, custodendone non soltanto il ricordo, ma soprattutto l’eredità intellettuale e morale: la centralità della parola, l’etica del desiderio, la responsabilità soggettiva e il valore trasformativo dell’ascolto.

Alessandro Guidi, Fondatore del Centro di Ascolto
Il Corso triennale per counselor
Una parte fondamentale della storia del Centro è rappresentata dal Corso triennale per counselor all’ascolto ad orientamento psicoanalitico.
L’attività formativa ebbe inizio già nei primi anni Novanta e si trasformò successivamente in un percorso triennale strutturato. Il Corso ottenne dapprima il riconoscimento della Si.Co. – Società Italiana di Counseling – e, dal 2009, l’accreditamento di AssoCounseling secondo parametri formativi collegati alla European Association for Counselling.
Il percorso comprendeva 550 ore di formazione e 150 ore di tirocinio. Alle lezioni teoriche si affiancavano laboratori, esercitazioni sull’ascolto, simulazioni, psicodramma, analisi di casi, lavoro di gruppo e supervisione. La formazione non mirava soltanto a trasmettere competenze, ma chiedeva agli allievi di mettere in gioco la propria posizione nella relazione con l’altro.
Il Corso era rivolto a educatori, operatori sociali e sociosanitari, insegnanti, infermieri, assistenti sociali, psicologi, volontari, operatori delle comunità e dei centri di accoglienza e, più in generale, a quanti fossero impegnati professionalmente nelle relazioni di aiuto.
Nel corso delle diverse annualità vi hanno insegnato o collaborato professionisti provenienti da ambiti differenti:
- Alessandro Guidi per il counseling e l’ascolto ad orientamento psicoanalitico;
- Paolo Cardoso per il rapporto tra counseling e istituzione pubblica;
- Giancarlo Donati nell’area del lavoro con i gruppi;
- Lorenzo Franchi per la psicologia sociale;
- Marco Giusti e Lorenzo Gambacorta nell’area della psicologia generale;
- Giacomo Grifoni per la psicologia dello sviluppo e gli orientamenti relazionali e sistemici;
- Antonella Loriga per il gruppo di psicodramma;
- Moreno Mari per l’ascolto estetico e teatrale;
- Giuseppe Panella per l’etica;
- Giuseppe Ricca per le teorie e le tecniche della comunicazione;
- Alessandro Russova per la psicopatologia e la psichiatria psicodinamica;
- Giuseppe Tomai per la psicologia dei gruppi;
- Tommaso Valleri per il diritto e la deontologia.
A loro si sono affiancati, nelle diverse fasi, Giovanna Cardini, Daria Coppola, Stefano Mura, Silverio Zanobetti, Paolo Patuelli, Luca Pezzano e Gianluca Garrapa. Hanno inoltre collaborato Fulvia Ramerdi, Maristella Focardi, Valentina Augello e Stella Bartoletti.
Il Corso triennale non è stato più ripreso dopo l’interruzione determinata dalla pandemia. Il patrimonio di esperienza maturato in quegli anni non è però andato perduto: continua a orientare le attività formative, i laboratori, gli incontri pubblici e i corsi di aggiornamento promossi dal Centro.
Le co-fondatrici del Centro di Ascolto, da sinistra a destra:
Cristina Fanciullacci, Paola Misuri e Gloria Bartoletti

Una psicoanalisi aperta a tutti
La storia del Centro è anche la storia di una presenza pubblica costante. Dall’inizio degli anni Duemila sono stati organizzati seminari continuativi su temi come il corpo, l’infanzia, il desiderio, la gioia, la paura, la famiglia, l’adolescenza, la genitorialità, la coppia, l’autismo, il gioco, la poesia e la scrittura.
I convegni e le giornate di studio hanno messo la psicoanalisi in dialogo con la salute mentale, le professioni di aiuto, la pedagogia, la religione, l’arte e la critica sociale. Tra le iniziative più significative si ricordano L’etica delle pulsioni, Psicoanalisi e religione, Il disagio dell’operatore nelle relazioni di aiuto, L’eredità sociale di Pier Paolo Pasolini, Counseling, etica e controcultura, La psicoterapia come occasione di trasformazione, Le forme della seduzione, La trasformazione delle famiglie, Che cos’è il desiderio?, Il mistero del corpo, L’arte e l’inconscio e le numerose edizioni della Giornata del Counselor.
Agli incontri teorici si sono affiancate attività rivolte direttamente alla comunità: punti di ascolto per coppie in crisi, corsi per volontari e operatori delle reti di solidarietà, sportelli gratuiti, laboratori di scrittura, gruppi di studio, incontri cinematografici, iniziative sull’alimentazione, sull’adolescenza e sulla genitorialità.
Durante l’emergenza sanitaria del 2020, il Centro attivò inoltre un servizio gratuito di ascolto telefonico, offrendo uno spazio di parola a chi viveva paura, angoscia, isolamento e disorientamento.
Particolarmente fecondo è stato il rapporto con la Biblioteca San Giorgio di Pistoia, divenuta negli anni uno dei luoghi privilegiati per gli incontri aperti alla cittadinanza. Anche dopo la morte di Guidi questa collaborazione è proseguita con appuntamenti dedicati alla scrittura, all’arte e al desiderio.

Uno dei tanti incontri aperti al pubblico
La scrittura come parte dell’esperienza
Nel lavoro del Centro la pubblicazione non è mai stata una semplice attività accessoria. Scrivere significava dare forma all’esperienza, trasformare il lavoro clinico, formativo e culturale in un sapere condivisibile.
Dal 2001 al 2008 il Centro pubblicò i sette numeri dell’annuario Notes Magico, raccogliendo contributi e riflessioni nati intorno alle sue attività. Da questa esperienza si sviluppò un catalogo editoriale ampio, comprendente opere individuali e collettive.
Tra i volumi di Alessandro Guidi figurano Agalma. La logica del desiderio, L’ascolto ad orientamento psicoanalitico, Forme della clinica, Psicoanalisi e religione, L’atto pedagogico, Dizionario di counseling e di psicoanalisi laica, La funzione del gioco dal bambino all’età adulta, L’arte come eccesso. La pittura di Vincent van Gogh e I sette peccati capitali nella società attuale.
Il catalogo comprende inoltre opere di Paolo Cardoso, Alessandro Russova, Stella Bartoletti, Pierluigi Sassetti e Gianluca Garrapa, insieme a lavori collettivi come Narrare la malattia e L’eredità di Pier Paolo Pasolini.
La collana di “psicoanalisi laica” fondata da Guidi presso Clinamen ha accolto molte delle scritture maturate nel Centro, dando continuità editoriale a un’idea precisa: la psicoanalisi può dialogare con altri saperi senza perdere il rigore della propria posizione.
Le persone che hanno fatto il Centro
La storia del Centro di Ascolto nasce dall’incontro tra Alessandro Guidi e quattro donne che, fin dalla fondazione, hanno dato al progetto forma, continuità e concretezza: Gloria Bartoletti, Cristina Fanciullacci e Paola Misuri, che hanno accompagnato in modo significativo la vita del Centro, contribuendo a trasformare un’intuizione culturale in un’esperienza capace di attraversare più di trent’anni.
Gloria Bartoletti è una delle figure fondamentali del Centro. Fondatrice e vicepresidente fin dal 1990, ha condiviso con Alessandro Guidi la responsabilità di dare stabilità e continuità all’associazione. La sua presenza costituisce oggi il principale ponte tra la stagione della fondazione e il nuovo corso: una memoria viva, capace di custodire l’identità del Centro e, nello stesso tempo, di accompagnarne il rinnovamento.
Cristina Fanciullacci, fondatrice e prima tesoriera, ha sostenuto nel tempo la vita associativa e organizzativa del Centro. Il suo contributo non si è limitato agli aspetti amministrativi: Cristina ha partecipato alla costruzione di una comunità fondata sulla cura delle relazioni, sulla responsabilità condivisa e sulla continuità del lavoro comune. La sua voce è presente anche negli scritti dedicati ad Alessandro Guidi, a testimonianza di un legame umano e culturale che attraversa l’intera storia dell’associazione.
Paola Misuri, fondatrice e per molti anni punto di riferimento del Centro, ha contribuito a custodirne lo spirito originario e la dimensione comunitaria. La sua presenza rappresenta quella trama discreta ma essenziale di partecipazione, appartenenza e cura senza la quale nessuna esperienza associativa potrebbe durare nel tempo.
Al centro di questa storia rimane Alessandro Guidi, fondatore, presidente, direttore, psicoanalista e formatore. Per oltre trent’anni ha dato al Centro il proprio orientamento teorico ed etico, animandone seminari, corsi, convegni, attività cliniche e pubblicazioni. La sua capacità di creare legami ha riunito nel tempo persone provenienti dalla psicoanalisi, dalla psicologia, dalla pedagogia, dalla sociologia, dalla filosofia, dall’arte e dalle professioni di aiuto.
Un ruolo importante è stato svolto anche da Alessandro Russova, psichiatra e psicoterapeuta, docente e responsabile del Corso triennale in alcune delle sue fasi, e da quanti hanno contribuito alla costruzione della proposta formativa: Paolo Cardoso, Giancarlo Donati, Lorenzo Franchi, Marco Giusti, Lorenzo Gambacorta, Giacomo Grifoni, Antonella Loriga, Moreno Mari, Giuseppe Panella, Giuseppe Ricca, Giuseppe Tomai, Giovanna Cardini, Stefano Mura, Silverio Zanobetti, Paolo Patuelli e Luca Pezzano.
Nel corso degli anni hanno collaborato alle attività del Centro anche Pierluigi Sassetti, Gianluca Garrapa, Tommaso Fiorenza, Tommaso Valleri, Fulvia Ramerdi, Maristella Focardi, Valentina Augello, Enrica Colavero e Stella Bartoletti, insieme ai numerosi studiosi, professionisti e artisti intervenuti nei convegni e nelle pubblicazioni.
Francesco Coschino, in qualità di segretario, ha contribuito e continua a contribuire alla vita organizzativa, documentale e comunicativa dell’associazione, sostenendo il passaggio tra la sua storia e la nuova fase.
Il Centro è stato dunque reso importante non da una sola persona, ma da una comunità. Una comunità nella quale il pensiero di Alessandro Guidi ha potuto radicarsi perché ha incontrato la dedizione delle fondatrici, il lavoro dei docenti, la partecipazione dei collaboratori e il desiderio di generazioni di allievi, soci e professionisti dell’ascolto.
Il logo del Centro di Ascolto e Orientamento Psicoanalitico

Un’eredità che continua
Dopo la morte di Alessandro Guidi, avvenuta il 7 marzo 2025, il Centro ha attraversato un passaggio delicato: trasformare il dolore della perdita in una nuova responsabilità collettiva.
La continuità istituzionale e umana è affidata innanzitutto alla dott.ssa Gloria Bartoletti, fondatrice e vicepresidente fin dalla nascita dell’associazione, e alla dott.ssa Cristina Fanciullacci, da sempre impegnata, come professionista e co-fondatrice, a sostenere le attività del Centro. La loro presenza mantiene vivo il legame con la storia del Centro e accompagna una nuova generazione di professionisti chiamata a raccoglierne l’eredità.
In questa trasformazione assumono particolare rilievo tante figure appartenenti a esperienze e generazioni differenti, ma accomunate dal rapporto con il progetto culturale e formativo del Centro.
Tommaso Fiorenza, educatore professionale e professional counselor ad orientamento psicoanalitico, è una delle figure centrali della nuova fase. Dopo una lunga collaborazione con il Centro, partecipa oggi alla progettazione e alla conduzione delle iniziative formative, laboratoriali e pubbliche. Nel suo lavoro l’ascolto diventa uno strumento per interrogare la vita quotidiana, le relazioni e le forme contemporanee del disagio, mantenendo vivo il dialogo tra esperienza educativa e orientamento psicoanalitico.
Elena Vitale, professional counselor, partecipa alla nuova organizzazione del Centro ed è uno dei riferimenti per le attività, l’accoglienza e le iscrizioni, contribuendo alla costruzione di un rapporto diretto e continuativo con soci, partecipanti e territorio.
Pierluigi Sassetti, pedagogista e counselor ad orientamento psicoanalitico, ha condiviso a lungo con Alessandro Guidi il percorso intellettuale del Centro. Il suo lavoro intreccia psicoanalisi, pedagogia e pensiero di Pier Paolo Pasolini, con una particolare attenzione all’educazione, alla trasmissione del sapere e al legame sociale. Autore di La pedagogia perversa. Tra Pasolini e Lacan, ha curato con Guidi L’eredità di Pier Paolo Pasolini e ha collaborato alla realizzazione de L’atto pedagogico. La sua presenza rappresenta un legame essenziale tra la storia teorica del Centro e la prosecuzione del suo orientamento.
Luca Scialà, professional counselor, appartiene alla generazione chiamata a trasformare la formazione ricevuta in una presenza nuova e attiva. Il suo contributo si inserisce nel percorso di rinnovamento del Centro e nella costruzione di un gruppo capace di proseguire il lavoro sull’ascolto, sulla responsabilità soggettiva e sul legame sociale. La partecipazione agli scritti in onore di Alessandro Guidi testimonia la volontà di raccoglierne e rielaborarne l’insegnamento.
Gianluca Garrapa, counselor, insegnante e scrittore, porta avanti il rapporto tra ascolto, desiderio, letteratura e produzione del testo. Attraverso seminari e laboratori, la parola e la scrittura diventano occasioni per riconoscere ciò che muove il soggetto e aprire nuove possibilità di elaborazione.
Accanto a loro operano e collaborano Lorenzo Novelli, Silvana Ferrucci, Paola Pierini e Antonino Tagliarini. Il passaggio generazionale assume così la forma di un lavoro collettivo, nel quale esperienze storiche e nuove competenze concorrono a dare un futuro all’intuizione originaria.
La ripresa della collana di psicoanalisi laica Fort-Da, oggi diretta da Pierluigi Sassetti e Tommaso Fiorenza, costituisce uno dei segni più importanti di questa continuità. La pubblicazione di Non cedere mai sul proprio desiderio. Scritti in onore di Alessandro Guidi, alla quale hanno contribuito anche Gloria Bartoletti, Cristina Fanciullacci, Gianluca Garrapa, Luca Scialà, Elena Vitale e numerose persone vicine al Centro, trasforma la memoria in un nuovo atto di scrittura e di trasmissione.
Gli incontri dedicati a Dostoevskij, il Counseling Day, i laboratori sull’oggetto artistico del desiderio e il seminario Che cosa desideriamo davvero? indicano la direzione intrapresa: continuare a fare del Centro un luogo nel quale la parola possa essere ascoltata, il desiderio interrogato e l’esperienza trasformata in legame.
Il Centro di Ascolto e Orientamento Psicoanalitico vive oggi in memoriam del dott. Alessandro Guidi, psicoanalista e fondatore. Questa memoria non è immobile né puramente celebrativa. È un compito condiviso: custodire ciò che è stato costruito e trovare nuove forme per renderlo vivo.
Perché una storia dedicata all’ascolto non può essere soltanto ricordata. Deve continuare a produrre incontri, parole e possibilità di cambiamento.

